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2008 Strumento solo

Tau

per contrabbasso solo

Scritto per gli atelier Voix Nouvelles 2008 della Fondazione Royaumont.

Eseguito da Jocelyne Rudasigwa (Vortex Ensemble) a Royaumont (Settembre 2008) e al Conservatorio di Ginevra (Ottobre 2008).

Organico: Contrabbasso solo.

Tau rappresenta il tentativo di considerare l'oggetto musicale come un'unione fra la figura e il gesto strumentale che la produce. In questo caso si tratta di uno studio sull'immobilità del suono in rapporto all'immobilità del movimento che lo genera. L'immobilità viene intesa come l'assenza di cambiamento di un oggetto entro un tempo congruo, ma tale oggetto può presentare al proprio interno un certo grado di mobilità, vale a dire di velocità dei suoi elementi; così un cluster di armonici suonato il più lentamente e uniformemente possibile con una lunghissima arcata può equivalere allo stesso cluster articolato in un pattern rapidissimo (realizzato con un veloce ricochet). Per l'appunto, il tragitto che va dall'uno all'altro grado di immobilità è costituito dal pezzo stesso: le arcate lente dell'inizio diventano il ricochet finale di circa diciotto secondi di durata, combinazione di una durata lunga con un'articolazione molto breve. Formalmente il pezzo è in forma di passacaglia, dove la seconda parte - dalla lettera K in poi – è una rilettura compressa della prima con una sostituzione di elementi. La scelta di avere un preciso cluster di armonici naturali (sol3 – la3 – si3) è stata effettuata in base alla possibilità di poterli ottenere su due posizioni opposte della corda – una più vicina al manico e l'altra più vicina al ponticello – cosicché si potesse avere l'occasione di tracciare un secondo percorso, più propriamente fisico, che partendo da una luogo più vicino al corpo dello strumentista – la mano sinistra all'altezza della spalla – se ne allontanava alla fine – il braccio sinistro allungato verso il ponticello, con il peso del corpo sbilanciato in avanti. Per riequilibrare le forze in gioco e per infrangere il limite posto dall'articolazione rapida dell'arco sulle corde – il ricochet – mi è parso necessario aprire un'altra prospettiva, quella cioè di strofinare le corde nel senso della loro lunghezza, partendo dal ponticello per giungere al manico, ultima frontiera offerta dallo spazio dello strumento. Le rielaborazioni di Tau – due per ensemble, una per orchestra e un duo con le percussioni – mantengono inalterata la parte del contrabbasso e la espandono nella cassa di risonanza offerta dall'organico strumentale a disposizione. In particolare, in Tau II – ma anche nelle rielaborazioni successive – ho deciso di effettuare degli stretching di alcuni spettri armonici contenenti il cluster indicato sopra, senza mascherarlo – tutt'al più raddoppiandolo – con altri suoni. In tutte le versioni di Tau si ha un fade out macro-formale, cioè si parte con il tutti e si arriva infine al solo (ciò vale, anche se in maniera diversa, per il duo con le percussioni di Tau V).